mercoledì 13 giugno 2007

Il lavoro degli innocenti

Ieri i lettori di questo blog hanno fatto una bella ricarica di ottimismo grazie al post dedicato alle notizie positive sul fronte abolizione pena di morte. O almeno lo spero. Oggi purtroppo non sarà così. Quella di ieri era la Giornata Internazionale contro lo sfruttamento del lavoro minorile. Spesso accade che ricorrenze di questo tipo diventino anche l'occasione per "dare i numeri". E i numeri che riguardano i bambini lavoratori sono pessimi. Nel mondo si stimano oltre 200 milioni di minori lavoratori, più della metà impegnati in occupazioni pericolose. Asia, Africa e Sud America i paesi dove il problema è più grave. Ma anche l'Italia non scherza. Anzi: nel Bel Paese, come in altri stati ricchi, i bambini che lavorano sono diverse centinaia di migliaia. I più "fortunati" si impegnano per aiutare le loro povere famiglie. Ad altri va molto peggio, diventano dei veri e propri schiavi che tra prostituzione ed attività illegali crescono nel modo più terribile possibile. Immigrati che cercano fortuna nella ricca Europa, ma che trovano soltanto questa schifosa schiavitù. L'Unicef dice che sono ben sei milioni sparsi per tutto il mondo, compreso il nostro paese. Alla base del lavoro minorile c'è in particolare la mancanza di istruzione e, ovviamente, la povertà. Li vediamo quasi tutti i giorni questi ragazzini che vogliono lavarci il vetro dell'auto o che suonano il violino sulla metro per qualche moneta. Molti bambini agiscono nell'ambito agricolo (settore pericoloso, soprattutto per via dei pesticidi), e proprio a questa categoria è stata dedicata la Giornata Internazionale contro questo fenomeno di ieri. La Fao e diverse associazioni agricole studieranno programmi per sensibilizzare l'opinione pubblica a riguardo e soprattutto per combattere questo drammatico fenomeno. Noi, colpiti ed impotenti, non possiamo che sperare di cuore che ci riescano. Perchè pensare a così tanti bambini che anzichè crescere con soldatini, videogiochi o pupazzi, "giocano" con picconi e pale, fa davvero davvero male.

martedì 12 giugno 2007

Un passo verso una conquista storica

Il Ruanda esce dall’elenco dei paesi che ricorrono ancora alla pena capitale. Il parlamento dello stato africano ha deciso sabato scorso di abolire l’utilizzo della pena di morte. La notizia ha riempito di soddisfazione Sergio D'Elia ed Elisabetta Zamparutti, due dirigenti di Nessuno Tocchi Caino, lega internazionale che lotta contro le esecuzioni capitali dal 1993. In un comunicato, i due hanno sottolineato come la decisione presa dal Ruanda assuma un significato politico e simbolico potentissimo “perché avviene in un paese che nella sua storia recente ha conosciuto le più gravi violazioni al diritto umanitario internazionale: genocidi, mutilazioni e stupri di massa, esecuzioni sommarie, deportazioni”. Nonostante tutti questi crimini atroci, il Ruanda ha deciso che chi dovrà pagare come sacrosanto pagherà, ma non con la vita. E’ un atto di civiltà importantissimo che permette a Nessuno Tocchi Caino di continuare la propria battaglia con ancor più convinzione di raggiungere l’obiettivo: la moratoria universale delle esecuzioni capitali. L’associazione chiede a proposito che il governo depositi subito la Risoluzione pro moratoria alla Assemblea Generale dell’Onu in corso. La scelta storica del Ruanda, unita al fatto che il 58% dei cittadini americani sono favorevoli a questa moratoria, consente di essere ottimisti. E allora vi invito, come ho già fatto nel post del 10 febbraio NO alla pena di morte, ad andare su http://www.nessunotocchicaino.it/ e sottoscrivere subito l’appello al governo italiano. Dal sito si chiede a tutti “di sostenere in queste ore l'obiettivo che potrebbe regalare al mondo una conquista storica, umana e civile”. Volete forse non collaborare a quello che sarebbe uno dei trionfi più importanti della nostra storia?

(Risultato ultimo sondaggio: "Qual è il PEGGIORE tra i seguenti telegiornali italiani?" Il 33% dei votanti ha risposto il TG4 e Studio Aperto. Seguono TG1 e TG5 (17%) e TG2, TG3, TGLa7 (0%).

lunedì 11 giugno 2007

LUnedìVIdeo - Una freddura agghiacciante

Avete presente quelle volte in cui raccontate una barzelletta e non ride nessuno? Ma proprio proprio nessuno?Quelle volte in cui cominciate a raccontarla belli sorridenti pregustando già le risate del vostro pubblico, per poi ritrovarvi imbarazzati e muti? Ecco, questa è una di quelle volte. Protagonista un gran barzellettiere in serata no.

domenica 10 giugno 2007

Hamilton li fa tutti neri

Alla faccia dell'esordiente, alla faccia della pista sconosciuta, alla faccia del compagno bi-titolato, Lewis Hamilton vince il Gran Premio del Canada. In una gara caratterizzata da incidenti, errori, Safety car e squalifiche, l'anglocaraibico non commette neanche una sbavatura e domina dal via alla bandiera a scacchi. La trasferta canadese si chiude con un Hamilton che sul primo podio alto della breve carriera sfoggia un sorriso ancor più lucente del solito, mentre il compagno Alonso chiude con il morale "più nero" di Lewis. Troppi, troppi errori per lo spagnolo. A cominciare dalla partenza quando, forse nervoso a causa della pole ottenuta da Hamilton, arriva lungo alla prima staccata compromettendo subito la sua domenica. Ma non sarà l'unico errore di Fernando. Oltre ad un paio di scampagnate sull'erba di Montreal, a complicare non poco il suo G.P. ci si mette anche il team, che lo richiama ai box quando la Safety car è da poco uscita. Il nuovo regolamento lo vieta ed Alonso "si becca" dieci secondi di penalità. La rimonta del campione del mondo in carica è grintosa, fino all'errore commesso nell'attacco a Trulli che vanifica il suo sforzo. Nel finale arriva un ulteriore smacco: mentre Lewis vola verso il trionfo, Alonso viene clamorosamente sorpassato dalla Super Aguri di Sato che relega il pilota McLaren in settima posizione. Capitolo Ferrari. Un capitolo ancor "più nero" del morale di Alonso. Nero come la bandiera sventolata in faccia a Massa per essere uscito (come Fisichella) dalla pit line con il semaforo rosso. Un errore molto grave: grave perchè Felipe avrebbe dovuto guardare il semaforo e, essendo rosso, fermarsi, come insegnano a scuola guida. Grave perchè il team, seppur in un momento molto concitato, avrebbe dovuto avvisare Massa. A causa di questa squalifica il brasiliano perde la possibilità di portare a casa un sicuro podio. Per quanto riguarda Raikkonen, nei tifosi della rossa comincia a sorgere il dubbio che quello che guida la vettura numero 6 non sia il pilota che tanto bene aveva fatto in McLaren. Il finlandese pare proprio non avere feeling con la Ferrari: dopo il disastro di Montecarlo, conclude la gara con un deludentissimo quinto posto. Il divario di prestazioni tra frecce d'argento e rosse è ormai evidente, così come il distacco in classifica: Hamilton e Alonso sono rispettivamente a quota 48 e 40 punti, mentre Massa e Raikkonen seguono a soli 33 e 27 lunghezze. Nel mondiale costruttori la scuderia di Ron Dennis ha invece ben 28 punti di vantaggio sui rivali di Maranello. E meno male che il Canada era un circuito favorevole alla Ferrari. Domenica prossima, negli States, per la scuderia italiana si può già cominciare a parlare di ultima spiaggia. Un discorso a parte meritano gli incidenti di questo G.P. . Quella di Montreal è una bella pista, ma la mancanza di vie di fuga impone l'ingresso della Safety car ogni qualvolta un pilota vada a sbattere. E sfortunatamente questo rende lo "show" alquanto soporifero. Purtroppo non ci sono soluzioni a riguardo. Chiusura con il botto, nello specifico quello di Kubica (foto): tremendo, violentissimo, spaventoso. Ha davvero fatto temere il peggio. Ed invece solo tanta paura ed una probabile frattura ad un piede. Fortunatamente abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione dei progressi fatti in Formula 1 in questo senso. Sia lodata la sicurezza delle vetture. Sempre sia lodata.

sabato 9 giugno 2007

Una schifezza inaccettabile

Ecco un appello di EPolis, giornale gratuito distribuito in 15 città italiane:
"Il 23 giugno si celebrerà il “Boy love day”, la giornata dei pedofili.Un’iniziativa internazionale promossa da diverse associazioni che dialogano attraverso siti internet con lo scopo di diffondere la “cultura della pedofilia” e solidarizzare con i violentatori di bambini in carcere. Nei siti, oltre agli appelli per “accendere una candela azzurra”, compaiono foto di minori semi-nudi e chiari inviti al sesso libero tra adulti e adolescenti. Di fronte ad un tale scempio, ci appelliamo all’Unione Europea, all’Unicef e a tutte le istituzioni affinchè il “Boy love day” non si celebri e affinchè vengano oscurati tutti i siti Internet dove si sta propagando questa iniziativa.Occorre reagire con forza e sostenere questa battaglia di civiltà per la tutela dei nostri figli e dei bambinidi tutto il mondo dall’orrore degli abusi e delle violenze".
Per sostenere l'iniziativa clicca qui
Sarebbe positivo se i blogger che leggono questo post facessero girare la voce con i propri siti, come ha suggerito l'amica Ross.
Per firmare la petizione ci vuole pochissimo tempo. Per farsi passare la sensazione di tremendo disgusto che il Boy love day provoca, ne occorre molto, molto di più.

venerdì 8 giugno 2007

Si può fare di più

Il G8 si è chiuso. Cala il sipario sul summit dei "magnifici otto" che, riunitisi a Heiligedamm, hanno discusso come ogni anno sulle questioni internazionali più importanti. L'esito dell'incontro non appare però pienamente soffisfacente. Il problema del surriscaldamento globale era, per definizione, uno dei temi più caldi della settimana. Innanzi ai ripetuti allarmi lanciati dagli scienziati di tutto il mondo,e considerati i rischi a cui la Terra potrebbe andare incontro, era comprensibile aspettarsi che il Gruppo degli otto prendesse decisioni chiare e ponesse dei limiti estremamente rigidi alle emissioni di anidride carbonica. Ed invece no. I capi di stato riconoscono la gravità del problema e si impegnano ad agire di conseguenza, ma di numeri e obiettivi non se ne parla. Tutti i paesi, eccetto U.S.A. e Russia, si sono detti d'accordo di ridurre della metà i gas serra entro il 2050 rispetto ai livelli attuali. I due "oppositori" prenderanno in considerazione la proposta, ma per ora non ci sono target e non ci sono limiti vincolanti, alla faccia dei vari allarmi che abbiamo sentito e che sentiremo ancora. Altro tasto dolente è quello del commercio internazionale. Semplicemente, sulla questione che ha chiuso il summit non sono stati trovati accordi. Le cose vanno un pochino ("molto pochino") meglio per quanto riguarda gli aiuti all'Africa. Gli otto paesi stanzieranno 60 miliardi di euro (di cui 30 saranno versati dai soli Stati Uniti), per combattere Aids, malaria e tubercolosi. Ma il programma stabilito non è per niente piaciuto a Bono e Bob Geldof, sempre attenti ai problemi del paese più povero del mondo. I due cantanti hanno sottolineato come non sia per nulla chiaro in che modo saranno stanziati questi aiuti, e su come sia altrettanto oscuro il testo del comunicato finale, dove il leader degli U2 ha riscontrato la mancanza di un linguaggio e di cifre verificabili. Negativo anche il parere dell'Oxfam e di altre associazioni, che lamentano la mancanza di chiarezza degli otto potenti e le promesse fatte in passato non ancora rispettate. Facendo un piccolo sforzo di ottimismo, si potrebbe indicare come un risultato positivo lo stemperamento della tensione tra Russia e Stati Uniti per quanto concerne lo scudo spaziale. Purtroppo però, io non sono mai stato un grande ottimista.

mercoledì 6 giugno 2007

La sgridata di Bono

"L'Italia fa troppo poco". Bono Vox, leader degli U2, tira le orecchie a Prodi e compagni. Il cantante irlandese, intervistato da La Repubblica, definisce il nostro paese un "inadempiente seriale". Nonostante le promesse, il contributo dell'Italia per gli aiuti allo sviluppo dell'Africa è minimo, i versamenti per il Fondo Anti-Aids inesistenti. Le autorità italiane sostengono che dai calcoli del 2006, nell'ultimo biennio sono stati versati più soldi che in precedenza, ma Bono non è affatto d'accordo. Per quanto riguarda invece gli aiuti volti a combattere l'HIV, c'è poco da obiettare: la promessa di Padoa Schioppa di versare i denari per il Fondo Anti-Aids non è stata mantenuta. Già qualche settimana fa Bono, incontrando il presidente della Commissione europea Barroso, si era detto preoccupato del comportamento del nostro paese, che, insieme alla Francia, deve essere sollecitato a fare di più. Il cantante sostiene che se gli impegni non vengono rispettati "sfuma la fiducia della gente nel processo politico". Bono sottolinea che l'Italia è l'unico stato ad aver ridotto gli aiuti umanitari per l'Africa. E conclude dicendo: " un conto è infrangere una promessa con i propri cittadini, un altro è farlo con i più poveri del mondo; non è accettabile". In effetti no, non è davvero accettabile.

(Risulati ultimo sondaggio: "Qual è il miglior telegionale italiano?" Il 40% dei votanti ha risposto TG3. Seguono TGLa7 (30%), TG1,TG4 e TG5 (10%), TG2 e Studio Aperto (0%) ).

lunedì 4 giugno 2007

LUnedìVIdeo - Sgarbi quotidiani

Il rapporto di amore ed odio che intercorre fra il Trio Medusa e Vittorio Sgarbi è celeberrimo. In questo video ecco un "best of" che raccoglie alcuni, ma non certo tutti, degli incontri ravvicinati delle tre Iene con il critico-politico-polemista. (Se qualcuno trova fastidioso ascoltare un linguaggio molto volgare, non guardi questo filmato, arricchito da Sgarbi di preziosi francesismi).

sabato 2 giugno 2007

Un pesce d'aprile ritardatario

Un colpo di scena con la "c" maiuscola. Il Big Donor Show, il reality olandese nel quale una malata terminale avrebbe dovuto donare un rene scegliendo fra tre dializzati, era tutto una montatura. O meglio, era un metodo estremo per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della donazione di organi. La presunta donatrice era in realtà un'attrice, ed i tre concorrenti, realmente bisognosi di un rene, avevano accettato di partecitare allo "scherzo". L'idea del finto reality show è venuta ai produttori Endemol per attirare l'attenzione di tutti su questo importante problema. Effettivamente, visto il clamore che un trapianto in diretta tv avrebbe suscitato, lo stratagemme avrebbe prevedibilemte scatenato polemiche e discussioni anche al di fuori dell'Olanda. E così è stato.E sebbene la burla possa essere giudicata di cattivo gusto, l'intento dei produttori è certamente nobile. Nel nostro continente il numero di donatori è bassissimo, mentre sono molto numerosi i bisognosi di trapianti (40 mila in tutta Europa). Molti di questi muoino con il loro nome ancora in lista d'attesa. Per questo motivo è nato Il Grande Donatore, versione nobile di Scherzi a Parte, andato in onda a cinque anni dalla morte del fondatore del network, scomparso dopo la vana attesa di un trapianto duranta ben sette anni. Le luci dello studio del falso reality si sono ormai spente. Grazie al programma, in molti sono venuti a conoscienza dell'attuale, negativissima situazione della donazione di organi. Nella speranza che il clamore suscitato serva a sensibilizzare gli spettatori di tutta l'Europa ed a cominciare a migliorare le cose. Mercoledì scorso concludevo il post scrivendo: "informare su questo problema è sicuramente fondamentale, ma farlo tramite una donna in punto di morte che sceglie tra tre malati il "più valido", non mi sembra certo il modo più corretto". Invece, informare tramite quello che si è rivelato un finto reality, forse è stata una grande idea.

venerdì 1 giugno 2007

Alla facciazza "loro"

Ci avevano provato ancora a boicottare la "fatidica" puntata di AnnoZero dedicata al documentario della Bbc sui preti pedofili. Durante il Consiglio di amministrazione di mercoledì, il Polo ha cercato di applicare una censura preventiva alla trasmissione di Santoro. Fortunatamente non c'è riuscito, e ieri sera la trasmissione è andata regolarmente in onda. Ed è stata una puntata nella quale non si è riscontrato nulla di oltraggioso, nè nulla di scandaloso. Santoro, prima di trasmetterlo, si è preoccupato più volte di sottolineare che il contenuto del documentario era pittosto forte, in modo tale che i genitori potessero regolarsi secondo coscienza con i propri figli. Finito il servizio, si è tenuto il dibattito. Mons. Fisichella ha potuto così chiarire alcuni punti salienti, precisando che la ormai celebre Crimen Sollicitationis non è un documento segreto e che soprattutto non è uno strumento della Chiesa per nascondere i preti pedofili. Come si usa fare in un paese democratico, libero e civile, Fisichella ha potuto parlare faccia a faccia con l'autore dell'inchiesta, Colm O'Gorman. I due hanno espresso le loro opinioni, scontrandosi, come era inevitabile. Ciò che voglio sottolineare non è quello che si è detto durante il dibattito, bensì che fortunatamente ci sia stato questo dibattito, sebbene fino all'ultimo "qualcuno" abbia tentato di impedirlo. L'intento di molti tra coloro che desideravano bloccare la trasmissione era di evitare che si infangasse l'immagine della Chiesa. Ebbene, se non avessero realizzato la puntata, gli italiani che avevano visto il documentario su internet o che avevano letto articoli a riguardo, probabilemente non avrebbero mai capito che una vittima che denuncia alle autorità civili un prete pedofilo, non incappa nella scomunica. Poichè in effetti, come è trasparso anche dalla trasmissione, questo punto non era chiaro. Mons. Fisichella ha potuto sanare i dubbi proprio grazie al dibattito. Grazie alla libertà d'informazione. Grazie alla democrazia. Alla facciazza di tutti i censuratori bigotti.

mercoledì 30 maggio 2007

Il fine giustifica i mezzi?

Dal Grande Fratello al Grande Donatore. Sempre di reality show si tratta, ed è sempre la Endemol a produrlo. Il Big Donor Show dovrebbe andare in onda in Olanda venerdì. Il format prevede che una donna 37enne malata terminale di cancro al cervello, scelga tra tre concorrenti bisognosi di un trapianto di rene, quello a cui donare il proprio organo. Il fine della trasmissione è quello di informare l'opinione pubblica olandese riguardo la questione della donazione di organi. In Olanda per poter ricevere un rene occorre attendere oltre quattro anni, e le vittime causate dalla mancanza di organi sono molto numerose. Per questo nasce il Big Donor Show, ma siamo sicuri che trasformare un problema così serio e drammatico in un reality sia la soluzione migliore? La donatrice sceglierà il vincitore del rene dopo aver parlato con i concorrenti e con i loro familiari. E i due esclusi? Come si sentiranno? Anche il pubblico potrà indicare la propria preferenza tramite SMS. E' normale che gli spettatori inviino messaggini per far sapere chi a loro parere merita un trapianto e chi no? Certamente grazie al programma la questione della donazione degli organi è ora alla ribalta prima ancora che questo vada in onda. Ma è vero anche che trasmettere le immagini di una donna che sta per morire che sceglie chi aiutare fra tre poveri concorrenti, significa vomitare sull'etica e sul buon gusto. Della stessa opinione è il Direttore dell'istituto per reni, che a differenza di altri che, scandalizzati, vorrebbero cancellare il programma, si dichiara felice, poichè si attira l'attenzione sull'argomento, ma storce il naso innanzi alle modalità. Sarebbe forse più opportuno sottolineare la carenza di organi da donare parlandone diffusamente durante i principali notiziari. Sarebbe forse meglio dedicare al problema programmi di approfondimento in prima serata. La "scandalosità" del reality certamente ha il vantaggio di attirare molto l'attenzione del pubblico; ma se proprio occore fare scandalo per interessare gli spettatori, si potrebbero mandare in onda testimonianze toccanti capaci di far riflettere gli ascoltatori sull'importantissima questione. Informare su questo problema è sicuramente fondamentale, ma farlo tramite una donna in punto di morte che sceglie tra tre malati il "più valido", non mi sembra certo il modo più corretto.

(Risultato ultimo sondaggio: "Ritieni che sarebbe opportuno che la Rai trasmettesse il documentario della Bbc sui preti pedofili?" Il 100% dei votanti ha risposto "Si", lo 0% ha risposto "No").

martedì 29 maggio 2007

Viva Zapatero!

Hugo Chavez ha deciso: il canale televisivo privato Radio Caracas Television (Rctv) chiude i battenti. Il presidente del Venezuela cancella così la più importante emittente privata del paese, dopo ben 53 anni di trasmissioni. Chavez, socialista e fervente oppositore della politica estera statunitense, mette a tacere la rete dell'opposizione, da lui giudicata troppo critica verso la sua politica. In particolare, il presidente ha punito Rctv per aver appoggiato nel 2002 lo sciopero dei dipendenti della società petrolifera statale, che ha creato seri problemi al Venezuela, e soprattutto per aver sostenuto il golpe ai suoi danni, nonostante la grande maggioranza della popolazione fosse con lui. Da questi ultimi due episodi si evince che Rctv non si limitava a criticare l'operato di Chavez, ma è arrivata addirittura ad appoggiare un colpo di stato. Nonostante ciò, la decisione del capo del governo è da condannare. Mettere a tacere un canale di informazione non è un gesto civile e nemmeno democratico. La libertà di informazione dovrebbe essere alla base di ogni paese del mondo. Purtroppo, si sa, non è così. Anche "da noi" c'è molto da lavorare. Basti pensare al celebre editto bulgaro di Berlusconi, che in un colpo solo spedì a casa Biagi, Santoro e Luttazzi. Significativa è anche la censura anti-Raiot che colpì la Guzzanti (documentata in Viva Zapatero!), così come il recentissimo caso del video sui preti pedofili che qualcuno vorrebbe non fosse mai mandato in onda. C'è tanta strada da fare prima che libertà di stampa e di espressione non vengano più intaccate, in Venezuela, così come in Italia, così come altrove. Sarebbe un traguardo importantissimo e non certo irraggiungibile, visto che in paesi come Francia, Spagna, Inghilterra, le critiche pungenti ci sono, la satira pure, eccome, e di censura manco a parlarne. Speriamo di arrivarci presto. Per ora, viva la libertà di stampa, viva la libertà di epressione e Viva Zapatero!

lunedì 28 maggio 2007

LUnedìVIdeo - Una dolce buonanotte

Un video che sarebbe da guardare prima di addormentarsi. Una buonanotte teneramente cantata da Andrea Bocelli per il pupazzo Elmo. (Ringrazio Ghibellinfuggiasco per la segnalazione).

domenica 27 maggio 2007

Sprofondo rosso

Era previsto che la McLaren a Montecarlo sarebbe stata superiore alla Ferrari. Non era però prevedibile una batosta del genere: doppietta delle frecce d'argento che dominano la corsa dalla prima fila alla bandiera a scacchi, rifilando oltre un minuto a Massa (terzo), e doppiando quasi tutti. Non era possibile prevedere nemmeno il patatrac firmato da Raikkonen sabato: un erroraccio commesso nella seconda manche delle qualifiche, quando cioè non era necessario correre rischi inutili. Partire in quindicisema posizione in questa Formula 1, dove i sorpassi sono ormai da tempo merce rara, significa essere condannato a sperare di racimolare al massimo un paio di punti. Partire quindicesimo a Montecarlo, vuol dire che chiudere il Gran Premio in con l'ottavo posto è già un successo, quindi Kimi prendi e porta a casa. Peccato però. Peccato perchè Raikkonen in gara avrebbe potuto fare qualcosa di più rispetto a Massa. Felipe su questo tracciato non si trova, non ha mai brillato, e come ha lui stesso ammesso, farebbe volentieri a meno della tappa monegasca. L'altro pilota della rossa, invece, non soffre di allergia verso i tombini e i guard-rail del principato, e qui aveva la grande occasione di mettersi dietro lo scomodo compagno di banco brasiliano. E invece no, e invece il finnico conta solo un punticino nelle ultime due prove, e visto il sistema di attribuzione del punteggio in vigore da qualche anno, la situazione comincia ad essere pesante. Pesante perchè Massa, ormai è molto chiaro, non è destinato a fare la figura della seconda guida, come Kimi probabilemente pensava al momento dell'approdo a Maranello. Pesante perchè le McLaren vanno, eccome se vanno; e se Alonso era sin dall'inizio una garanzia, Hamilton lo è già diventata. Pesante perchè (non bisogna essere molto abili in matematica per contarli), di piloti davanti, Raikkonen, ne ha ben tre. E se è vero che questi tre si possono sottrarre punti a vicenda, è vero anche che tenersi dietro ben tre avversari non è un'impresa semplice. Dopo cinque G.P. la scuderia di Ron Dennis domina entrambe le graduatorie: Alonso ed Hamilton conducono la classifica piloti a parimerito, con 5 punti in più di Massa e 15 in più di Raikkonen; la McLaren guida tra i costruttori a quota 76, con ben venti punti di vantaggio sulla rossa. Montecarlo e le sue anomalie sono ormai da archiviare. Gli appuntamenti di giugno sulla carta sono favorevoli alla Ferrari: Canada e Stati Uniti. E' assolutamente necessario che il Cavallino recuperi punti pesanti in queste due prove. Se invece alle otto e mezza della sera del 17 giugno sarà ancora l'argento a brillare, allora vorrà dire che la lotta al titolo a quel punto avrà una grande, grandissima favorita.

venerdì 25 maggio 2007

Adsl senza par condicio

L’associazione di consumatori Altroconsumo ha condotto un’indagine sui costi di collegamento Internet a banda larga in otto paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Per poter confrontare le diverse offerte, sono stati ipotizzati tre differenti scenari. L’esito dell’indagine ci dice che l’Adsl italiana è la più lenta e la più cara d’Europa. I prezzi elevati sono dovuti alla mancanza di concorrenza: i costi dei vari operatori rispecchiano quelli di Telecom Italia, l’ex monopolista. Peccato che l’offerta di Telecom sia fino al 20% più cara rispetto a quella di altri ex monopolisti d’Europa. Peccato anche che la stessa Telecom Italia, così come Tele2 e Tiscali, presenti anche in altri paesi, in Italia propongano offerte ad un prezzo doppio rispetto a quanto non facciano in Francia. In futuro, grazie alla delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, recentemente approvata, la situazione è destinata a migliorare. Ed è migliorata anche rispetto agli ultimi anni, sia per quanto concerne la velocità di navigazione, sia per i costi. Ma per ora, un francese che vuole consultare l'angle de l'intrus o uno spagnolo che vuole visitare el rincón del intruso, possono usufruire di un servizio migliore rispetto a te che hai appena letto questo post de l’angolo dell’intruso.